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Saturday 13 August 2011

La luce dentro le cose


Sì, lo so, mancano diversi mesi ancora per il Natale, ma il senso del natale è fresco di giornata, ogni giorno, ogni istante... vi lascio a questa bellissima poesia del vescovo, filosofo, teologo (e santo per me) Klaus Hemmerle:

"[...]
Recentemente mi sono imbattuto 
in una rappresentazione del Presepio,
nella quale la fonte di luce era il bambino.
Sì questo è il Natale:
Vedere le persone, le cose, la vita
nella luce di quel sole che si è immerso in noi.
per far sorgere dal di dentro e dal di sotto,
nel piccolo e nel quotidiano,
Dio fra noi"
(Klaus Hemmerle)

Wednesday 10 August 2011

in lui viviamo ci muoviamo ed esistiamo (At 17,28)



C'era una volta un pesciolino che chiedeva informazioni a chiunque incontrasse. "Scusate", diceva tutto agitato, "sto cercando l'oceano, sapete dirmi dove posso trovarlo?". Ma pareva che nessuno lo sapesse. Finalmente un giorno incontrò un pesce più anziano e più saggio di lui che gli rispose: "Certo che so dov'è l'oceano!". "Ah, sì? E dov'è?", chiese ansiosamente il pesciolino. "Ma non vedi? L'oceano è qui, intorno a te. Ci stai nuotando dentro". Ma la risposta non convinse il pesciolino: "Questo non è l'oceano. E' solo acqua", disse fra sé, e nuotò in un'altra direzione alla ricerca di una diversa, e più soddisfacente risposta. (A. de Mello)

Monday 8 August 2011

تعالوا




وأي أرض تخلو منك حتى

تعالوا يطلبونك في السماء



تراهم ينظرون اليك جهرا

وهم لا يبصرون من العماء

(الحلاج)

Friday 15 July 2011

La mistica sapienza rivelata mediante lo Spirito Santo

Dall'opuscolo «Itinerario della mente a Dio» di san Bonaventura, vescovo
(Cap. 7,1.2.4.6; Opera omnia, 5,312-313)

Cristo è la via e la porta. Cristo è la scala e il veicolo. E il propiziatorio collocato sopra l'arca di Dio (cfr. Es 26,34). È «il mistero nascosto da secoli» (Ef 3,9). Chi si rivolge a questo propiziatorio con dedizione assoluta, e fissa lo sguardo sul crocifisso Signore mediante la fede, la speranza, la carità, la devozione, l'ammirazione, l'esultanza, la stima, la lode e il giubilo del cuore, fa con lui la Pasqua, cioè il passaggio; attraversa con la verga della croce il Mare Rosso, uscendo dall'Egitto per inoltrarsi nel deserto. Qui gusta la manna nascosta, riposa con Cristo nella tomba come morto esteriormente, ma sente, tuttavia, per quanto lo consenta la condizione di viatori, ciò che in croce fu detto al buon ladrone, tanto vicino a Cristo con l'amore: «Oggi sarai con me nel paradiso!» (Lc 23,43).
Ma perché questo passaggio sia perfetto, è necessario che, sospesa l'attività intellettuale, ogni affetto del cuore sia integralmente trasformato e trasferito in Dio.
È questo un fatto mistico e straordinario che nessuno conosce se non chi lo riceve. Lo riceve solo chi lo desidera, non lo desidera se non colui che viene infiammato dal fuoco dello Spirito Santo, che Cristo ha portato in terra. Ecco perché l'Apostolo afferma che questa mistica sapienza è rivelata dallo Spirito Santo.
Se poi vuoi sapere come avvenga tutto ciò, interroga la grazia, non la scienza, il desiderio non l'intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l'uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco che infiamma tutto l'essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti.
Ora questo fuoco è Dio e questa fornace si trova nella santa Gerusalemme; ed è Cristo che li accende col calore della sua ardentissima passione. Lo può percepire solo colui che dice: L'anima mia ha preferito essere sospesa in croce e le mie ossa hanno prescelto la morte! (cfr. Gb 7,15).
Chi ama tale morte, può vedere Dio, perché rimane pur vero che: «Nessun uomo può vedermi e restar vivo» (Es 33,20). Moriamo dunque ed entriamo in questa caligine; facciamo tacere le sollecitudini, le concupiscenze e le fantasie. Passiamo con Cristo crocifisso, «da questo mondo al Padre», perché, dopo averlo visto, possiamo dire con Filippo «questo ci basta» (Gv 14,8); ascoltiamo con Paolo: «Ti basta la mia grazia» (2Cor 12,9); rallegriamoci con Davide, dicendo: «Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre» (Sal 72,26). «Benedetto il Signore, Dio d'Israele da sempre e per sempre. Tutto il popolo dica: Amen» (Sal 105,48).

Tuesday 7 June 2011

Eve



Eve (1913)

« Car le surnaturel est lui-même charnel
Et l’arbre de la grâce est raciné profond
Et plonge dans le sol et cherche jusqu’au fond
Et l’arbre de la race est lui-même éternel.
Et l’éternité même est dans le temporel
Et l’arbre de la grâce est raciné profond
Et plonge dans le sol et touche jusqu’au fond
Et le temps est lui-même un temps intemporel.
Et l’arbre de la grâce et l’arbre de nature
Ont lié leurs deux troncs de nœuds si solennels,
Ils ont tant confondu leurs destins fraternels
Que c’est la même essence et la même stature.
Et c’est le même sang qui court dans les deux veines,
Et c’est la même sève et les mêmes vaisseaux,
Et c’est le même honneur qui court dans les deux peines,
Et c’est le même sort scellé des même sceaux. »
(Charles Péguy, Œuvres poétiques complètes, p. 1039)